Scuola AI › Com’è fatta dentro · Lezione 66 di 130
L'AI impara indovinando, sbagliando e correggendosi tante volte.
Immagina di imparare a centrare un cestino da basket a occhi bendati. Al primo tiro sbagli di un metro. Un amico ti dice "troppo a sinistra!" e tu sposti un po' la mira. Tiri ancora, sbagli di mezzo metro, aggiusti di nuovo. Dopo mille tiri, quasi non sbagli più. L'AI impara esattamente così, ma con i numeri. Prova a indovinare una risposta, controlla di quanto ha sbagliato rispetto a quella giusta e poi cambia leggermente i suoi numeri interni per sbagliare un pochino meno la volta dopo. Questo "di quanto ho sbagliato" si chiama errore.
La differenza è che l'AI non fa mille tentativi, ma miliardi, velocissimi, uno dopo l'altro. Ogni volta il suo errore si accorcia di un pochino, come quel cestino sempre più preciso. Nessuno le dice le risposte a memoria: le fa vedere tantissimi esempi e la lascia aggiustarsi da sola, passo dopo passo. È un po' come scendere una collina nella nebbia facendo sempre il passo verso il basso: non vedi il fondo, ma se vai sempre in discesa prima o poi ci arrivi. Alla fine di questo lungo allenamento, i numeri dell'AI sono così ben regolati che indovina quasi sempre.
Prova a lanciare una pallina di carta nel cestino: dopo ogni tiro aggiusta la mira. Conta quanti tentativi per non sbagliare più.
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