Scuola AI › Parlare con l’AI · Lezione 31 di 130
Una richiesta all'AI è come ordinare al bar: più sei chiaro, meglio arriva quello che vuoi.
Immagina di entrare in una gelateria e dire soltanto "un gelato". Il gelataio non sa il gusto, la coppetta o il cono, quanti gusti vuoi. Ti chiederà mille cose o tirerà a indovinare. Parlare con l'AI è uguale: la richiesta che scrivi si chiama prompt ed è la tua ordinazione. Se dici "un gelato al cioccolato in coppetta piccola", ottieni esattamente ciò che desideri. L'AI non legge nel pensiero: lavora solo con le parole che le dai, quindi quelle parole sono il tuo timone.
Prova a confrontare due richieste. La prima: "Parlami dei cani". La seconda: "Spiegami in cinque righe perché i cani scodinzolano, con parole semplici per un bambino di nove anni". La seconda è mille volte più utile, perché hai detto argomento, lunghezza e a chi è rivolta. Non serve essere educati come con un maestro, ma serve essere precisi come con una mappa del tesoro: ogni dettaglio che aggiungi è un passo in più verso la risposta giusta.
Scrivi la stessa richiesta in due modi, uno vago e uno preciso, e confronta le due risposte dell'AI: quale ti è servita di più?
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