Scuola AI › Parlare con l’AI · Lezione 32 di 130
Le parole precise sono frecce che colpiscono il centro; quelle vaghe si perdono nel vento.
Pensa a un amico che ti chiede di passargli "quella cosa" indicando un cassetto pieno di oggetti. Cosa vuole? La forbice? La colla? Il righello? Devi indovinare. Se invece dice "passami la forbice blu con le punte arrotondate", gliela dai in un secondo. L'AI ragiona così: quando la tua richiesta è specifica, non deve tirare a indovinare e ti dà subito la cosa giusta. Aggiungere dettagli non è essere pignoli: è accendere una torcia in una stanza buia.
Un esempio concreto: chiedere "scrivimi una storia" può darti qualsiasi cosa. Chiedere "scrivimi una storia di 200 parole su un drago timido che ha paura di volare, con un finale allegro" ti dà quasi ciò che immaginavi. I dettagli utili sono di solito quattro: l'argomento, la lunghezza, lo stile e il pubblico. Ogni volta che scrivi una richiesta, controlla se hai messo questi ingredienti. Come in cucina, se manca un ingrediente il piatto viene diverso da come lo volevi.
Prendi una richiesta vaga come "aiutami coi compiti" e riscrivila aggiungendo materia, argomento preciso e cosa vuoi ottenere.
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